Quando il Sacro si manifesta nel nostro mondo

Scriveva Mircea Eliade: “Il nostro mondo si trova sempre al Centro”.

La Michelangiolesca piazza del Campidoglio già dimora del dio Saturno, sede politica di Roma Capitale, importante sede religiosa con la splendida e antica Basilica Santa Maria dell’Ara Coeli (il suo nome trae origine da una leggenda secondo la quale una sibilla avrebbe predetto ad Augusto la venuta del figlio di Dio dicendo “Haec est ara filii Dei”); non poteva essere luogo (“locus”) più adatto e cornice migliore per il Presepe vivente dell'”Unitalsi” di Roma (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali), che lo ha fortemente voluto e magistralmente organizzato per farsi strumento di “carità creativa”. L’importante edizione di quest’anno è stata ancor più poetica e “rigenerante” della precedente per il suo forte messaggio spirituale, “hic et nunc”. I centocinquanta figuranti, alcuni disabili, ma tutti volontari, gli oggetti, gli arredi artigianali e i costumi realizzati gratuitamente da sarti professionisti che hanno realizzato gli abiti portati nel I secolo a.C. in Palestina, hanno compiuto il miracolo della “nuova nascita”.

L’ imperatore filosofo Marco Aurelio dall’alto della sua scultura equestre e una folla di romani e turisti, hanno assistito entusiasti sotto il cielo stellato da sogno, al tradizionale evento nel centro della città Eterna. A conclusione della serata il volo di immaginifici lumini multicolori hanno rappresentato al meglio e idealmente il “numen”: Dio Salvatore che nasce per gli uomini di buona volontà. La seguitissima solenne Santa Messa con i numerosi fedeli, disabili e malati assistiti dall'”Unitalsi” ha preceduto la processione, di officianti e cittadini, col Bambinello fin sulla piazza monumentale per un sentito “cammino di fede”.

Così gli uomini tutti prendono coscienza del Sacro attraverso le cose e le manifestazioni. Le “ierofanie di realtà straordinarie” rimangono straordinariamente vive nella memoria e nella storia, anche attraverso il bello ed emozionante reportage fotografico di Paolo Di Giulio. Ha saputo cogliere, attraverso la sua non comune sensibilità e maestria, quei momenti magici di pathos collettivo e individuale: nitidezza e brillantezza delle atmosfere caratterizzano le immagini più rappresentative, unitamente ad altre con “personaggi” in simpatici momenti di riposo.

Nei molti scatti ci si sofferma attoniti sul prezioso Bambinello dorato, adornato e notoriamente adorato dai devoti, ma anche sui più profani e abbacinanti abiti dei Re Magi che camminano verso il neonato Gesù, Maria mamma premurosa e Giuseppe; veri e degni interpreti terreni della Sacra Famiglia. L’attenzione del fotografo si concentra anche sui più modesti particolari dei personaggi: fabbri, fornai, stallieri, pastori, mercanti, angeli, beduini, sacerdoti e tanta gente, così come sulla banda della Polizia locale che ha ben accompagnato l’intera manifestazione con una musica dolce e con i canti più tipicamente natalizi.

Non è esagerato dire che l’intera città, dal centro alla periferia più lontana, dovrebbe essere grata a tutti coloro che si sono prodigati con dedizione, non ultimo il servizio di sorveglianza, per “riattualizzare l’Epifania” e gettare un seme di speranza rendendo più sopportabile la faticosa esistenza di noi tutti, uomini contemporanei. Grazie dal profondo del cuore!

 

Massimo Muciaccia

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