La mia prima esperienza di pellegrinaggio

La mia esperienza in Terra Santa è iniziata con una semplice domanda del presidente dell’Unitalsi di Roma: vuoi venire?

Io non sapevo di cosa si trattasse, ma conoscevo cosa facevano i volontari per i disabili, così ho risposto sì. Il giorno 24/01 siamo partiti dopo esserci incontrati tutti quanti all’aeroporto di Fiumicino; io da una parte ero preoccupato perché non conoscevo nessuno, ma dall’altra ero tranquillo perché da quel poco che sapevo, erano convinto che avrei condiviso questa esperienza con dei bravi ragazzi. Così mi presentai a tutti, e tutti mi guardarono con dei volti sereni e sinceri, facendomi capire che mi avrebbero accolto come un amico o come un fratello.

Essendo la mia prima esperienza, sono partito come pellegrino e durante il viaggio ho iniziato a vedere che i disabili erano molti, ma non avendo fatto un determinato percorso non sapevo come comportarmi con loro. Ero così preoccupato che non riuscivo a muovermi, ma riuscivo soltanto a scambiare con essi dei sorrisi per far loro capire che, anche se non facevo parte ancora di questa associazione come volontario, potevano contare anche su di me; così iniziai a essere più tranquillo con me stesso e, di conseguenza, anche con loro.

Quando siamo arrivati in Terra Santa per i volontari è iniziato il loro servizio, quello di prendersi cura giorno e notte dei disabili; ho iniziato così a capire come è veramente un barelliere: sorridente e voglioso di aiutare il prossimo. Questo mi ha fatto sentire contento perché ho avuto l’opportunità di stare insieme a loro e aiutarli. Presto ho iniziato a considerarmi come già uno di loro e da quel punto tutte le mie paure e i miei pensieri hanno iniziato a svanire, così giorno per giorno mi sono fatto avanti dando non solo una semplice mano, ma tutto il mio cuore, perché sapevo che aiutando come volontario, sarei stato più contento e sopratutto avrei anche fatto felici i disabili.

Al mio arrivo io non conoscevo di preciso tutta la vita di Gesù, ma ogni giorno che passava abbiamo visto dei monumenti e delle chiese che hanno reso “vera” ai miei occhi la TERRA SANTA. Così sono trascorsi giorni magnifici e indimenticabili per me e per tutti coloro che erano li, divisi fra bellissime città, come Gerusalemme, Betlemme e Nazareth, e momenti di preghiera. Questo mi ha fatto capire che tutto quello che è nelle Scritture è vero e mi ha fatto anche sentire sempre di più l’esistenza di Dio, perché avevo la sensazione che dal Cielo venisse una serenità totale che ci abbracciava tutti e che mi ha fatto sentire protetto. Dopo questi meravigliosi giorni siamo tornati a Roma e grazie a questa esperienza, durante la quale la grande famiglia dell’Unitalsi mi ha dato l’opportunità di sentirmi uno di loro, ho deciso di diventare un vero barelliere, effettuando anche la benedizione della divisa.

 

Davide Manzo

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