Un Carnevale di amore fantastico!

“Beati gli ultimi… saranno i primi”. (Vangelo secondo Matteo)

Quale migliore scenario per il carnevale 2014 poteva trovare l’UNITALSI di Roma (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali), se non il Centro storico della Capitale? All’ombra dell’importante monumento dell’Ara Pacis e del Mausoleo di Augusto Imperatore (domenica 2 marzo) si è svolta la prima edizione di uno “straordinario evento”, fortemente voluto dell’associazione di volontariato. Si sono impegnati come sempre, nel laborioso sforzo di preparazione e nell’accurata realizzazione, tanti bravi volontari, collaboratori, coinvolgendo i malati, assistiti con grande cura, per la migliore riuscita di un carnevale indimenticabile.

Con le coloratissime, luccicanti e appariscenti maschere, cucite dai sarti dell’associazione, ispirate al film “la Sirenetta” (fiaba del danese Hans Christian Andersen del 1836), hanno sfilato circa centocinquanta figuranti, tra grandi e piccini, trenta disabili anch’essi in costume sulle carrozzelle e sette magnifici carri costruiti dalle mani preziose dei volontari. Nelle ore del pomeriggio hanno percorso alcune eleganti e affollate strade come via Tomacelli e via del Corso, per chiudere la festosa sfilata, accompagnata dalla musica del noto cartone animato di Walt Disney, nella piazza recentemente rinnovata di San Silvestro. Dal palco si sono esibiti per diverse ore, con spettacolari esibizioni di canti e balli, alcuni personaggi della fiaba, giocolieri col fuoco ed acrobati, allietando fino al tramonto famiglie intere con bambini, ma anche moltissimi cittadini e stranieri incuriositi dall’atmosfera magica, tipica del carnevale della migliore tradizione romana. La fiaba scelta dall’Associazione non è casuale, “La Sirenetta” è considerata una delle fiabe più rappresentative di Andersen che cela dietro la finzione del racconto il tema del “diverso”. La sofferenza di sapere di esserlo emerge nel contesto della relazione amorosa tra una giovane metà pesce (la Sirenetta) e un giovane bellissimo principe. A quindici anni, secondo la tradizione delle sirene, alla protagonista Ariel, viene concesso di nuotare fino alla superficie per guardare il mondo degli uomini sopra il mare e di rendersi conto della sua diversità e dell’esistenza di due realtà diverse e distanti tra loro. L’amore in ultimo riuscirà, ancora una volta, nelle fiabe, ma anche nella vita vera, a risolvere le differenze di genere e le sfortune.

I responsabili dell’UNITALSI: “L’idea (del carnevale) è nata dal desiderio di stravolgere le logiche dell’assistenza alla disabilità e alla malattia. Il nostro obiettivo non è solo fare qualcosa per i disabili, ma fare qualcosa “con” i disabili; questa è la nostra sfida e il nostro orizzonte. Lasciare che ogni occasione rappresenti l’opportunità per i ‘nostri amici in difficoltà’ di esprimere se stessi, la loro vitalità, la loro voglia di vita, la loro contagiosa gioia”. E ancora: “M.L., 80 anni, quasi tutti passati dentro un istituto, sedie a rotelle da sempre, si è lasciata coinvolgere in questa follia e la sera stanca e felice ci ha confidato che non avrebbe mai pensato di poter fare una sfilata, proprio lei, proprio nelle vie del centro di Roma”.

“Insomma i nostri amici in difficoltà, piccoli e grandi, sono stati i veri protagonisti di questo pomeriggio romano e tanto per restare in tema da Oscar credo che ‘La grande bellezza’ sono ancora loro, così vivi e veri, loro che hanno tanto da dire a tutti”.

Da segnalare le numerosissime immagini di Paolo Di Giulio che accompagnano questo racconto, in cui moltissimi potranno riconoscersi. Queste hanno, anche il merito, di testimoniare la concreta possibilità di far diventare “primi” e protagonisti (con la buona volontà), quelli che nella nostra società consumistica sono gli “ultimi”: i disabili e gli emarginati. Questa Associazione con il suo impegno a favore di queste persone riesce ancora una volta, con fantasia e altruismo, a fare piccoli-grandi miracoli e mettere pienamente a frutto un principio cardine del Vangelo: “Ama il prossimo tuo come te stesso!” (Vangelo secondo Matteo) In altre parole: “Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede”. (Apostolo Giovanni)

Paolo Di Giulio riesce a spaziare cogliendo col suo obiettivo particolari stati d’animo dei personaggi in maschera, della gente comune, attraverso significativi primi piani di volti espressivi, talvolta segnati dall’impronta e dalla sciagura del male che tormenta i cosiddetti “figli di un Dio minore”. Si sofferma inoltre sugli anziani, sulle mamme e sui bambini nei momenti di pausa e ristoro frugale. Nelle immagini spontanee di gruppo o individuali, Paolo fissa i momenti meno ufficiali ma più intimi, caratterizzati dalla preparazione in strada degli attori improvvisati in attesa del debutto, mentre persino la pioggia lascia il posto al sole. Poi tutti pronti si avviano con il clown in bicicletta per primo, ad annunciare la sfilata, richiamando ali di folla entusiasta fino allo spettacolo finale, per la gioia dei presenti, soprattutto bambini e disabili che hanno “assediato” il palco degli artisti.

L’evento è stato curato con entusiasmo e notevole è la farsa scenografica da “gran finale” in piazza San Silvestro con stelle filanti, coriandoli botti, bravi e veri acrobati “Asante Kenya”, per la massima esaltazione carnevalesca, attraverso una coreografia degna del miglior “teatro popolare”. Variegata la “multiculturalità” delle persone presenti, cittadini e turisti, attratte dalla musica “roboante”, dai colori psichedelici e più in generale dall’allegria che si “respirava” nell’aria fredda pomeridiana.

Suggestivi i carri presenti realizzati e accompagnati a suon di musica dai volontari. Quello della Sirenetta con capelli rosso fuoco al vento e i suoi lenti movimenti delle braccia per la rappresentazione al meglio del “contesto” acquatico. Ursula la strega con il suo carro nero come la pece, ha cercato di impaurire con i suoi occhi e sorrisi stralunati e famelici. ll re Tritone con la lunga barba grigia dall’alto del trono dorato, ha cercato di intimorire con la sua imponenza da vera potenza marina. Le alte onde del mare, interpretate al meglio dai carri, hanno dominato la scena come mosse dal vento della città.

Tra i molti altri coloratissimi personaggi: le sirenette danzanti ed ammalianti come quelle di Ulisse, stelle marine, conchiglie, coccodrilli, tanti pesciolini come il simpatico Flounder e il saltellante granchio Sebastian spesso in posa tra la gente divertita. Le immagini più belle sono comunque quelle dei disabili in carrozzina, anch’essi mascherati e assistiti dai loro “angeli custodi”, felici di essere protagonisti dall’inizio alla fine, sotto lo sguardo attonito della gente, nella loro “joie de vivre” (come direbbe Matisse).

Insomma un pomeriggio diverso, all’insegna della festa, ma solidale, in una cornice giocosa e festante che lascia presagire il lieto fine della fiaba: il matrimonio tra i due giovani protagonisti, Ariel la Sirenetta ed Eric il principe… E vissero tutti felici e contenti, almeno per il giorno di carnevale.

L’UNITALSI ancora una volta ha “colto nel segno” con le sue lodevoli iniziative rigorosamente a favore e beneficio dei più deboli.

Massimo Muciaccia

 

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