Una personale esperienza di servizio al prossimo

Chi nomina Lourdes pensa subito al miracolo. Mia sorella che era già andata a Lourdes diverse volte a svolgere il servizio con i malati, parlava al suo ritorno di un altro tipo di miracolo, non di tipo fisico, che succede a Lourdes. Io non capivo e notavo solo una strana luce negli occhi quando ne parlava.

Finalmente decisi di partire come S. Tommaso, ma dissi: Signore io non voglio vedere nessun tipo di guarigione, solo capire cosa si prova in quel posto dove una semplice pastorella ha incontrato la Madonna.

Alla Stazione: vedo il treno fatiscente e terribilmente sporco. Ancora non so che uno dei primi servizi da fare sul treno è proprio quello di pulirlo. Mi chiamano per aiutare a salire le valigie sugli scompartimenti e corro di qua e di là per i vagoni, con il vestito lungo e scomodo, con un grembiule che non so a cosa serve e con una strana cuffia in testa. E sono già stanca. Mi rivengono in mente le parole di mia sorella, a Lourdes non si è mai stanchi;  io sono già stanca, ma poi ho capito che lo sono, perché ancora non ho incontrato il Cristo.

Si parte e quando sto per rilassarmi la capo-vagone, pare che in ogni vagone ci sia un capo, mi assegna i turni: dalle ore… alle ore… pulizia dei bagni, dalle ore… alle ore… turno di guardia alla porta, dalle ore… alle ore… servizio dei pasti, io non la sento più e mi prende la paura di non farcela…ma perché ancora non ho incontrato il Cristo.

Durante il viaggio viene celebrata la S. Messa, mi reco al vagone apposito, partecipo ai canti e ricevo l’eucarestia ed alla fine della messa un giovane sacerdote con la chitarra in spalla ci invita a recarci al vagone attrezzato, dove ci sono i malati più gravi. Arriviamo al vagone cantando ed un magone mi sale in gola, eccoli i nostri “Cristi”: vedo malati in barella, malati immobilizzati, sulle sedie a rotelle e  con ogni tipo di infermità. Commossa ringrazio il Signore di essere sana, di avere gambe e braccia che si muovono e lo prego di aiutarmi a servire degnamente questi fratelli. Tra tutti, noto una voce di una ragazza dal volto bellissimo è lei Giulia, sta sulla sedia a rotelle ma sorride. È una ragazza intelligente, quasi laureata in filosofia, intrappolata da un corpo malato. Avrò l’onore di servirla a Lourdes in ospedale; ogni mattina deve mettere un busto di plastica rigida con una chiusura di ferro che in due persone facciamo fatica ad allacciare. Eppure lei sorride sempre e ringrazia, dicendo che è venuta per pregare per i genitori che non credono.  Ecco il vero miracolo d’amore che succede a Lourdes, ed è lei Giulia il mio Cristo di quest’anno, che dà pace e consolazione alla mia piccola e stupida anima umana.

 

Rosanna Bernardini

I commenti sono chiusi.