Quarto incontro giovani (27/02/2013)

Avete mai provato a trasformare l’acqua in vino?

Si lo so! Puó sembrare che forse il vino ce lo siamo bevuto noi, ma scherzi a parte è stato questo uno dei temi che abbiamo affrontato tutti insieme durante l’ultimo incontro, ma aspettate che ora vi racconti tutto.
La quarta tappa del nostro cammino è dedicata alla figura di Maria, si proprio lei,  che più di tutti può essere definita come il più vero esempio di ciò che vuol dire avere FEDE, perché è grazie al suo abbandono nelle mani del Signore che è iniziata la nostra salvezza! È il suo  che ha aperto le porte del mondo a Gesù! Per aiutare la nostra riflessione, abbiamo iniziato il nostro incontro leggendo insieme il brano delle nozze di Cana (Gv 2,1-11).

Abbiamo scelto questo testo, e non magari un altro forse più famoso perché in questo, più che in ogni altro, si può vedere la figura di Maria come quella di una mamma che indirizza la strada del bene. In questo episodio è proprio lei a dire a Gesù di fare qualcosa, perché è finito il vino. Ora questo vino non si limita ad essere solo una bevanda, ma un vero e proprio stato d’animo poiché era terminato ciò che dava gioia, ciò che portava allegria. È da qui il via della nostra riflessione,  non potrebbe essere che Maria, mamma affettuosa ed attenta, come a Gesù quel giorno non stimoli  anche noi nel fare del nostro meglio per cambiare negli altri, anche solo una goccia della loro tristezza in una goccia di gioia.

Non è in fondo questa la nostra missione essere con le nostre opere testimoni di una gioia profonda e travolgente che investe chi ci sta intorno? E non è in fondo quello che facciamo durante i nostri pellegrinaggi attraverso il nostro servizio? Quella sera, parlando di Loreto bambini,  dicevamo che la Madonna ci fa essere degli “sponsor della felicità” per tutti quei bambini che ci sono lì vicino.

Dice il Saggio “Triste sarà quell’ uomo che non riuscirà a lasciare il mondo in modo migliore di come l’abbia trovato”. Ed è questo il messaggio che dobbiamo cogliere da questa tappa del nostro PER-CORRERE: un cristiano non può essere triste, anzi se ognuno di noi riuscisse ogni giorno attraverso le sue azioni ad essere un testimone vero  della gioia travolgente di Dio e così facendo travolgessimo con questo sentimento la gente ci circonda, che a quel punto  riconoscerebbe attraverso noi  ciò in cui crediamo, allora saremmo anche noi dei perfetti “sponsor della felicità”  e avremmo anche noi trasformato l’acqua in vino.  PROSIT!

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