L’UNITALSI E PAPA FRANCESCO

Lettera del Santo Padre

Udienza di sottosezione

Sono passate pochissime ore dall’esperienza che abbiamo vissuto insieme oggi durante l’udienza generale del papa, abbiamo ancora tutti così vivo il ricordo di quei pochi istanti in cui molti nostri amici in difficoltà hanno incontrato gli occhi di Francesco.

Che emozione quando ci ha salutato storpiando un po’ il nostro acronimo UNITALSI ma abbiamo tutti capito che parlava di noi, salutava proprio noi, i nostri malati di Roma.

Ha abbracciato tutti, ha sorriso, ha fatto dono di sé di questo siamo particolarmente grati, noi come UNITALSI di Roma abbiamo donato al Santo Padre la tessera e la spilladell’associazione perché lo sentiamo uno di noi,  così intimamente vicino al nostro carisma, tanto che abbiamo recapitato al Santo Padre una lettera in cui lo invitiamo a partecipare ad un nostro pellegrinaggio a Lourdes, speriamo davvero che possa esaudire questo nostro grande desiderio.

Siamo molto grati al Signore per il dono della vita consacrata di papa Francesco, grati per la sua innata capacità di comunicare l’Amore di Dio per i suoi figli; lui si sente figlio infinitamente amato dal Padre e non tiene per sé questo regalo non lo custodisce come tesoro ma lo dona a tutti, il nostro papa desidera parlare dell’amore di Dio, della misericordia di Dio, ci vuole uniti a lui in Cristo, ci vuole figli eredi e coeredi.

Nella bella catechesi di oggi, commento alla lettera di San Paolo, il Santo Padre ci ha chiamati a vivere della parentela con Cristo, siamo figli eredi di Dio coeredi di Cristo, e tutto per mezzo dello spirito Santo che in questo tempo di Pasqua ci è donato senza misura.

Lo spirito è la sorgente inesauribile della Vita, papa Francesco non ha usato un linguaggio strettamente teologico per spezzare la parola, ha usato parole comuni quelle che tutti possiamo comprendere, lo spirito è dono di Vita, della Vita che desideriamo, della Vita a cui ogni anima anela.

Ascoltiamo lo Spirito che è in ognuno di noi” ci esorta così papa Francesco, “lo Spirito ci dice che Dio è buono, è Padre, è Amore, è misericordioso e fedele, andiamo avanti sulla strada della misericordia e del perdono”.

Lasciamo che queste parole entrino nel nostro cuore, custodiamole ciascuno nel proprio intimo, sono dirette a noi, ad ognuno, esprimono l’infinita tenerezza di Dio.

Permettetemi di ringraziare in questa bella occasione tutti coloro che si sono prodigati per rendere possibile questa giornata, abbiamo fatto il possibile l’abbiamo fatto col cuore, lavorando molto, e allora scusate se abbiamo sbagliato qualcosa, perdonate qualche piccolo inconveniente, usateci “misericordia” per dirla con le parole del Papa.

Un grazie speciale ai nostri malati,  siete preziosi, sulla vostra sofferenza  si regge l’umanità ci stringiamo a voi, grati per quello che ogni giorno ci regalate:  la testimonianza della fedeltà, della tenerezza, dell’Amore del Padre.

Un affettuosissimo abbraccio

Alessandro.

A San Paolo con il Santo Padre

Prosegue il nostro impegno di assistenza e accoglienza dei nostri amici in difficoltà che giungono a Roma per incontrare il Santo Padre Francesco e lo seguono nei suoi vari appuntamenti liturgici.
Dopo domenica scorsa a San Giovanni, anche ieri eravamo presenti presso la Basilica di san Paolo fuori le mura con il gazebo segno visibile e tangibile della nostra presenza con la quale vogliamo testimoniare di essere operativi e solleciti nel servizio quotidiano ai nostri cari in difficoltà.
A volte come in tante circostanze della vita è importante esserci, con discrezione ma con desiderio di essere prossimi a chiunque il Signore ci mette al fianco, questo è il nostro carisma che si esprime ugualmente in tutte le nostre attività.
Abbiamo ascoltato le parole sempre ispirate del nostro caro pontefice che ci esorta a vivere l’annuncio.
La fede nasce dall’ascolto, e si rafforza nell’annuncio, questo in sintesi è il messaggio di papa Francesco.
L’annuncio di Pietro e degli Apostoli non è fatto solo di parole, ma la fedeltà a Cristotocca la loro vita, che viene cambiata, riceve una direzione nuova, ed è proprio con la loro vita che essi rendono testimonianza alla fede e all’annuncio di Cristo. Il Vangelo vaannunciato e testimoniato. Ciascuno dovrebbe chiedersi: Come testimonio io Cristo con la mia fede? Ho il coraggio di Pietro e degli altri Apostoli di pensare, scegliere e vivere da cristiano, obbedendo a Dio?
Noi unitalsiani dovremmo sentire ancor più forte il desiderio di vivere questo annuncio e questa fede nel servizio perché esso è il nostro carisma è la nostra modalità, con cui abbiamo scelto di testimoniare Cristo Risorto.
Sentiamolo forte il richiamo del santo Padre a rivestirci dei panni del Risorto, a vivere sulla pelle la sequela anche quando conduce laddove non vorremmo, laddove Lui vuole.

Messa di inizio pontificato

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Carissimi,
mentre ancora ho impresse nella mente le immagini della piazza di San Pietro gremita di fedeli, desidero rivolgere il mio pensiero a chi ha partecipato a questo intenso momento, grazie a tutti, grazie davvero di cuore perché con entusiasmo avete raccolto l’invito ad esserci, credo sia stato un segno importante la nostra presenza e le emozioni vissute mi auguro abbiano abbondantemente ripagato il sacrificio di qualche ora di sonno in meno.
Papa Francesco ancora ci invita a pregare, a pregare per lui e con lui e nella solennità di san Giuseppe ci dona l’immagine del “custode”, lo sposo di Maria è l’uomo che Dio ha scelto per custodire la Chiesa, Giuseppe è l’uomo del silenzio, della discrezione, dell’umiltà, dell’abbandono a Dio, Giuseppe forse non ha sempre compreso ciò che accadeva a Nazareth, a Betlemme, al tempio, certamente però ha custodito nel suo cuore di sposo e padre, Maria e Gesù.
Ha fatto spazio nella sua vita al Creatore, nella sua casa ha cresciuto il Figlio di Dio in pienezza ha vissuto la sua paternità fatta di lavoro e di solida e discreta presenza, una paternità di amore tenerezza e bontà, docilità e premura.
Non abbiate paura della tenerezza ci ha detto il papa, non è fragilità né debolezza è la virtù di chi sa amare.
Papa Francesco ci ha esortato alla custodia, gli sposi siano custodi l’uno dell’altra e insieme custodi dei figli, ciascuno è chiamato a custodire il prossimo in famiglia, a custodire il creato a custodire la nostra persona la nostra integrità, a vigilare sui nostri sentimenti, ci esorta il santo padre a custodire gli ultimi, i più poveri coloro che sono relegati nelle periferie del nostro cuore.
Come possiamo custodire? Servendo, il servizio è la via “solo chi serve con amore sa custodire” e il servizio è abbracciare la croce, è portare la croce, è questa la strada solo il servizio conduce a Cristo sorgente di amore.
Anche il ministero petrino è un ministero di servizio, al papa è affidato un potere e la responsabilità che ne deriva si concretizza nel servire l’umanità, portare Cristo all’uomo e l’uomo a Cristo.
“Pasci le mie pecorelle” tre volte il Risorto si rivolge a Pietro con queste parole dopo averlo interrogato sull’ Amore, mi ami tu più di costoro? Pasci le mie pecorelle.
Proseguiamo allora con gioia il cammino, tutti investiti dalla responsabilità del servizio, custodi in Cristo gli uni degli altri, attenti a chi sta indietro, agli ultimi, ai nostri malati, rispettosi della meraviglia del creato, sorretti dalla Vergine Maria, guidati dall’esempio di san Giuseppe, possiamo camminare verso la sorgente dell’Amore ci guida Francesco vescovo di Roma, pastore del gregge del Signore, che oggi abbracciando Cesare ha abbracciato per sempre ogni uomo che soffre, sentiamola quella mano, Francesco ci porta la carezza di Dio.

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Primo Angelus di Papa Francesco

Carissimi,

come sapete ieri abbiamo partecipato all’Angelus con il Santo Padre, e abbiamo potuto ascoltare le sue rassicuranti ed ispirate parole, accogliamo con rinnovato entusiasmo  le parole di Papa Francesco che ci invita a non esitare e a non diffidare della Misericordia di Dio.

Dio è Padre misericordioso e fedele, in Lui abbonda l’Amore per ciascuno dei suoi figli, ci ama di amore infinito che supera ogni nostra umana comprensione, mai si stancherà di donare perdono a chi lo cerca con cuore sincero.

Dio non si stanca di perdonare le nostre infedeltà, le nostre omissioni, le nostre mancanze, le nostre menzogne, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono, questo è l’unico limite alla misericordia di Dio.

La misericordia di Dio è più grande dei nostri peccati. C’è una consapevolezza del proprio peccato che non porta a Dio, ma all’autocommiserazione. La nostra tentazione consiste nell’essere così sommersi dalla nostra mancanza di generosità, da rimanere bloccati in un paralizzante senso di colpa. E’ il senso di colpa che ci fa dire: “Sono troppo peccatore per meritare la misericordia di Dio”.

Ma papa Francesco ci esorta a rompere questo schema, ad affidarci e a fidarci completamente di Lui, perché Dio perdona, sempre, questa è la nostra certezza.

Questo è stato il messaggio pieno di speranza per noi, papa Francesco ci ha ricordato con tutta la sua tenerezza che abbiamo un Padre celeste così misericordioso e innamorato dell’Uomo che è pronto a perdonare infinite volte, quanto è infinita la nostra colpa.

Forse non esiste rassicurazione più grande di questa, una porta sempre aperta, che grande dono per tutta l’umanità!

Gesù non è venuto per i giusti ma per i peccatori per donare a tutti la possibilità di redenzione, con questa consapevolezza proseguiamo il cammino quaresimale grati al Signore per aver messo sulla nostra strada papa Francesco, sarà  lui a condurci alla Pasqua, all’incontro con il Risorto, con il Vivente.

Preghiamo per lui, affidiamo alla materna benedizione di Maria il suo pontificato, perché custodisca il nostro amato papa nel Suo cuore di mamma, camminiamo insieme a papa Francesco perché lui è il nostro pastore e  noi il suo gregge.

La fumata bianca

Ed è stata fumata bianca, il tanto atteso habemus papam,  la Chiesa ha un pastore che viene da lontano,  un gesuita, il primo ad essere stato eletto al soglio pontificio, il primo latino-americano, il primo ad aver scelto il nome di Francesco.

Facciamo festa perché la Chiesa ha un nuovo pontefice per grazia di Dio, facciamo festa perché la diocesi di Roma ha un nuovo vescovo.

Una folla commossa e gioiosa ha accolto il Romano Pontefice, il suo primo pensiero è di grande spessore umano, spirituale e teologico, dalle sue prime parole sembra aver tracciato le linee del suo pontificato il richiamo forte alla preghiera, alla preghiera del popolo, ha chinato il capo  per ricevere su di sé la benedizione del Signore per invocazione del popolo di Dio, una bellissima immagine.

Con  il suo affettuoso pensiero a Roma e ai Romani,  inizia il cammino della Chiesa guidata dal suo nuovo pastore, inizia il percorso di questa bella città insieme al suo vescovo. Ci ha chiesto di pregare intensamente per lui, perché abbondi su di lui lo Spirito, lo sostenga la grazia di Dio, lo supporti la materna benedizione di Maria, lo custodiscano gli angeli e per intercessione dei Santi possa guidare la Chiesa in un percorso di rinnovamento che pare tanto necessario quanto auspicabile.

L’Unitalsi di Roma fa festa per il nuovo Papa, uniti preghiamo come ci ha chiesto, certi che si è compiuta la volontà di Dio secondo quanto la Provvidenza ha disposto.

La Chiesa ha bisogno di un Papa illuminato e generoso, ma ha bisogno anche di ciascuno di noi, dell’impegno, della preghiera, della penitenza, dell’amore di tutti i suoi figli, ha bisogno dei malati della loro sofferenza offerta, ha bisogno dei poveri, degli ultimi, dei bambini, l’Onnipotente ha bisogno dell’opera insostituibile di ciascuno di noi per evangelizzare e cambiare il mondo.

La Chiesa ha bisogno di unità, di verità, di trasparenza e di santità, serve il pastore quanto il gregge, a ciascuno è affidata la missione di edificare il Regno. La Chiesa, permettetemi, ha bisogno soprattutto di obbedienza che incondizionatamente vogliamo offrire al nuovo pontefice, al nostro nuovo vescovo.

Domenica 17 marzo si terrà il primo Angelus in piazza San Pietro e martedì 19 marzo saremo certamente presenti alla S. Messa di insediamento del nuovo pontefice, sapremo dare maggiori dettagli nei prossimi giorni.

Che Dio benedica Francesco, che il suo pontificato sia ora e sempre per la gloria di Dio, per la salvezza della Chiesa.

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